giovedì 24 luglio 2008

Carpe diem

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancor ti conceda
o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino
breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.

venerdì 18 luglio 2008

Sì, sta accadendo

Finalmente sta accadendo, sto riprendendo in mano la mia vita, con più serenità.

Finalmente.

Ho appena finito di leggere "Lettera a D." di Gorz, lo consiglio e da lì stralcio questi pensieri:
"Se ti unisci con qualcuno per la vita, mettete le vostre vite in comune e tralasciate di fare ciò che divide o contrasta la vostra unione. La costruzione della vostra coppia è il vostro progetto comune, non avrete mai finito di rafforzarla, di adattarla, di riorientarla in funzione delle situazioni mutevoli. Noi saremo ciò che faremo insieme." ....

"Quando Il Traditore è infine uscito, ero ritornato cosciente di ciò che ti dovevo: tu ti sei data tutta per aiutarmi a diventare me stesso. La dedica che ho scritto nella tua copia dice: "A te detta Kay che, dandomi Te, mi hai dato Io"." ....

"Hai appena compiuto ottantadue anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato di te un'altra volta e porto di nuovo in me un vuoto divorante che solo il tuo corpo stretto contro il mio riempie. ... Ciascuno di noi vorrebbe non dover sopravvivere alla morte dell'altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme.".

martedì 24 giugno 2008

Ciao raga, tutto rego?

Ciao.
Dopo mesi ritorno, sul mio blog, a scrivere.
Mesi trascorsi tra difficoltà, preoccupazione, a volte angoscia.
Si scorgono spiragli di sole tra le nuvole e non mi sembra vero, faccio fatica a riabituarmi alla calma e alla serenità, fa quasi paura.
Ora avrei soltanto voglia di fuggire e trascorrere del tempo SOLTANTO MIO.
Spero di riuscirci, almeno qualche giorno durante questa estate, lo spero davvero.

Intanto saluto chi avrà avuto il tempo di passare da qui... besos.


S

domenica 6 aprile 2008

Questa sì che mi piace

L'ho copiata da un "amico di blog", trovo sia davvero calzante per il mio stato d'animo ora, per l'esigenza di riuscire a conservare i "rapporti sociali" e al tempo stesso mantenere la propria identità e rispettare i propri ideali e valori, e magari risolvere le proprie sofferenze in silenzio, senza troppe parole:
"Due orecchie, una per far entrare il blablabla e l’altra per farlo uscire; due occhi, uno per far vinta di guardare, l’altro per far finta di non vedere; di bocca una sola perchè basta e avanza per rispondere al blablabla; il cuore dentro per non mostrarlo, per difenderlo, proteggerlo, e per Amare.".
"e per Amare" l'ho aggiunto io, perchè paradossalmente in questo periodo in cui avrei bisogno di chi si occupasse di me incondizionatamente, riservandomi i suoi sorrisi ed abbracci, sento io il bisogno di Amare, con la "A" maiuscola.

lunedì 10 marzo 2008

Così è la vita... ma perchè?

Già, perchè?
Ormai da tempo sto facendo i conti con la tristezza e la rabbia di vedere soffrire una persona a me cara e non passa giorno che non mi chieda il perchè di tutto questo.
Così come mi chiedo il perchè della miriade di problemi stupidi che la gente si pone, senza apprezzare il vero senso di questa vita.
Eppure credo ad un qualche Dio che da lassù quanto meno ci guarda o ci guida, eppure non riesco a rispondere ai miei perchè.
E la mia rabbia cresce, e il senso di impotenza di fronte alla sofferenza ed all'assenza di spiegazioni pure crescono.

Mi ero detta, dai, il periodo brutto è passato, puoi anche pensare di dedicarti del tempo... e ci stavo riuscendo, un giro in profumeria, un golf nuovo, un pranzo fuori, un cinema e poi.... BUM!
Ripiombata nel problema, ripiombata nella tristezza, di nuovo, per l'ennesima volta, quando non sai più cosa è meglio sperare.
Da domani si ricomincia, anche a sperare che qualcosa di meglio e di utile si possa fare, quanto meno per alleviare le sofferenze. Speriamo.
E per chi mi vedrà di nuovo triste, la spiegazione c'è. E vorrei urlarlo ai quattro venti, invece il dolore di tutto questo urla dentro di me.
Non voglio compassione, non cerco pietà.
Mi mancano e vorrei un sorriso sincero, un abbraccio forte, una semplice telefonata, una stretta di mano e una pacca sulla spalla, semplicemente qualcuno CHE CHIEDA A ME COME STO, per dirmi e farmi capire che tutto questo prima o poi finirà e tornerà il sereno, per tutti noi.

Buonanotte.

venerdì 29 febbraio 2008

29 Febbraio

Senza bisogno di cambiare emisfero, avrebbe potuto capitarci di indossare maglioni di lana a Ferragosto, di salutare le prime ciliegie la vigilia di Natale e di chiamare primavera la stagione più torrida dell’anno, che col passare del tempo avremmo nominato inverno.
Ma il rischio di tale pasticcio era stato già previsto all’epoca di Giulio Cesare, quando l’astronomo Sosigene di Alessandria fu incaricato di riformulare l'assetto dei giorni dell'anno. Nacque così il calendario Giuliano, che per primo introdusse, in corrispondenza del sesto giorno prima delle Calende di marzo, sexto die ante Kalendas Martias, un bis sexto die (sesto giorno ripetuto) da cui l'aggettivo "bisestile".
L'accorgimento, con una piccola modifica, è stato mantenuto anche nel calendario Gregoriano (quello che usiamo anche oggi) introdotto nel 1582.Il lungimirante intervento permise di ovviare al fatto che la durata dell'anno solare non è data da un numero intero di giorni e consentendo così di mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.Un anno solare, ovvero il tempo che intercorre tra due equinozi e due solstizi, è pari a 365,2422 giorni (ossia 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi), cosicché un calendario fisso di 365 giorni, essendo più breve, causerebbe uno slittamento delle stagioni: ogni 4 anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo.Per allineare il calendario al moto della terra intorno al sole viene dunque introdotto il 29 febbraio, un giorno anomalo, imprevedibile, un’eccezione che nella cultura dei popoli latini non viene normalmente vista di buon occhio.
Anno bisesto, anno funesto, si dice, con riferimento soprattutto all'infausta sorte che segnerebbe l'avvio di nuove attività.
Diversa la tradizione anglosassone, che il 29 febbraio concede l’iniziativa alle donne: un presunto decreto del 1288 emanato dalla regina Margaret di Scozia avrebbe eccezionalmente permesso alle fanciulle di chiedere la mano di un uomo per convolare a nozze. Nel giorno che non sempre esiste, anche gli strappi al bon ton diventano possibili.

mercoledì 27 febbraio 2008

finalmente febbraio sta per terminare

Davvero, che mese stressante.... speriamo marzo sia più tranquillo e sereno.
Ieri e oggi, poi, giornate campali!!!!! E oggi non è ancora finito.... mhhhh.....

Sono davvero turbata dalla notizia del ritrovamento dei corpi dei fratellini di Gravina. Ho i brividi e le lacrime agli occhi al pensiero che quei due poveri fratellini possano essere morti di stenti a pochi passi da casa e si è finiti a cercarli persino in Romania. E' agghiacciante.
Se poi penso alla povera madre che ha dovuto riconoscerne i corpicini.
Dedichiamo loro un pensiero e una preghiera. Che possano riposare in pace e, se c'è un colpevole di tutto questo, che paghi per le sue colpe.

Vi saluto.

Riprendo a lavorare, un po' triste però.

mercoledì 13 febbraio 2008

San Valentino, auguri a tutti!

Cari tutti,
si sa, domani sarà San Valentino. E' un po' che non festeggio questa ricorrenza e ne sono dispiaciuta.
Direte, che festa commerciale! E' possibile che due persone che si amano debbano avere qualcuno che ricorda loro di dirselo?
Forse avete ragione a pensarlo, o forse fareste meglio a pensare che, con tutto quello che i Telegiornali ci rifilano ogni giorno, E' FANTASTICO che ci sia una festa dedicata all'Amore!

E, al proposito, proprio ieri mi è ricapitata tra le mani una graditissima mail che ricevetti tre anni fa, dopo gli scritti del concorso notarile tenutosi a Roma, da parte di un altro concorrente, perfetto sconosciuto.
Ve la riporto qui di seguito, a me fece sorridere ma al tempo stesso mi fa ancora piacere rileggerla!
Spero che, se dovesse capitare su questo blog, non se la prenda se l'ho pubblicata.


Ciao... sono appena rientrato alla base dopo una settimana di "vacanza" in quel di Perugia e adesso... è tempo di prendere decisioni importanti!! In effetti questa e-mail avrebbe dovuto essere preceduta da una breve dissertazione filosofica sui rapporti uomo-donna originati dallo stress e dal cameratismo concorsuale (in specie di quello notarile!!), sulla fiducia (incrollabile nonstante tutto!!) che ho nel mio istinto e, infine, sulla summa divisio delle donne (teoria da me elaborata prendendo spunto da Erasmus) in oche e papere. Tuttavia ho deciso di risparmiarti ogni tipo di pallosa premessa confidando nella tua intelligenza, simpatia, dolcezza ecc. ecc., nella capacità di leggere tra le righe di un testo ancora non scritto! Mi riesce difficile spiegarti il perchè ma mi sono sentito davvero in sintonia con te e quei giorni trascorsi tra mille difiicoltà fisiche e mentali mi sono sembrati, per qualche istante, persino piacevoli grazie alla tua "compagnia"... Vorrei conservare l'immagine di quella ragazza con le mani intrecciate sulla testa, assorta nei suoi pensieri, capace di farmi sorridere anche nell'imminenza della dettatura della traccia! Forse mi crederai pazzo (in effetti potrebbe sembrare dato che vengo da un altro pianeta!) ma, credimi, non mi è capitato spesso di trovarmi talmente a mio agio con una "sconosciuta" (potenziale serial killer del lago di Como o chissà che altro!) così... spero che questa e-mail possa essere semplicemente un buon inizio!
Faccio ancora in tempo a darti il mio "in bocca al lupacchiotto" per il tuo esame da principessa del foro? 1 baciOne da Reggio Calabria... Smack!!

venerdì 8 febbraio 2008

Febbraio - riflessioni 2

Chissà se qualcuno leggerà e risponderà, ma butto lì l'idea.
Si parla tanto di sentimenti, e soprattutto sull'amore si è scritto tanto, sin dall'antichità.

Ma se voi davvero doveste dire cosa vi fa capire di avere incontrato la persona della vostra vita, cosa scrivereste?

Io, per esperienza personale, direi che Amare significa sintonia, affinità, volere il bene dell'altro, sentirsi veramente se stessi quando si è con la persona che si ama, dare e ricevere serenità, stabilità, mi verrebbe da dire anche valorizzare se stessi e la persona amata.....

Mi piacerebbe raccogliere anche le vostre idee sul punto.

domenica 3 febbraio 2008

Febbraio - riflessioni

Ciao a tutti! E buon Carnevale.

Ormai questo blog sta prendendo la piega di un piccolo diario pubblico, ma va bene così.

Ovviamente, chiunque voglia intervenire e soprattutto lanciare temi di discussione è il benvenuto!

Sono stata a teatro allo spettacolo "Gomorra" tratto dall'omonimo libro di Saviano.
Beh, lascia davvero l'amaro in bocca e fa pensare quanto la mafia/camorra riesca a penetrare in così tanti settori. Mi è rimasta però la curiosità di sapere come un ventottenne abbia avuto l'idea di documentarsi e raccogliere così tanto materiale da scrivere tutto questo. Ed è assurdo pensare che la mafia, così potente, abbia paura del pensiero della gente.
In fondo, se ci riflettete, tutti sappiamo che queste cose esistono ed accadono, forse non conoscendone i particolari.
Però manca l'indignazione, il sentimento di rabbia e ribellione a questa situazione.
Saviano ha smosso tutto questo, ha sensibilizzato.
Ma perchè Porta a Porta, solo per fare un esempio, continua a parlare di fatti tragici come gli assassini di Cogne, Erba e simili, e non pone questi problemi in televisione?
Boh, forse la risposta è troppo ovvia, ma anche questo deve far indignare.

Ecco, una parola che ricorre spesso alla mia mente ed al mio cuore in questo periodo, anche per vicende personali, è indignazione.
Avere la forza quantomeno di riconoscere che una situazione non ci piace per come è, questo è già il primo passo per avere coscienza dei propri sentimenti e valori, per riuscire quantomeno a tentare di cambiare le cose, ribellandosi.
Mi tornano alla mente anche certi metodi di insegnamento che alcuni prof. adottavano al liceo e che talvolta non mi erano chiari; ora mi appare tutto più nitido.
Perchè scervellarsi a leggere e tentare di capire i testi di filosofi e storiografi e tentare di ricostruirne il pensiero? Beh, semplice, mi dico ora: riuscire a capire prima di tutto che solo la forza del pensiero, l'elaborazione puramente intellettuale ha avuto la forza di cambiare la storia, di dare vita a vere e proprie rivoluzioni, di dare una svolta alla cultura.
E a volte mi chiedo se oggi ciò sarebbe più possibile. In fondo i mezzi di comunicazione che abbiamo oggi a disposizione, e che in altre epoche neppure avrebbero immaginato, sono fantastici. Pensate tramite Internet quante persone è possibile raggiungere contemporaneamente e coinvolgere?!?!?

Voi che ne pensate?

domenica 13 gennaio 2008

IL MESTIERE DI SCRIVERE

Tenere i soggetti al guinzaglio e non calpestare le metafore
di Gianluigi Beccaria
tratto da La Stampa dell'8 febbraio 2003

I consigli di Flaiano "a un giovane analfabeta che vuol darsi alla letteratura" ci ricordano che lo scrivere richiede regole e libertà, una disciplina e un progetto.
Qualcuno ricorderà (uscì nell'Almanacco del Pesce d'Oro nel 1960) quei gustosi "Consigli di Ennio Flaiano a un giovane analfabeta che vuol darsi alla letteratura attratto dal numero dei premi letterari").
Eccoli:
Chi apre il periodo, lo chiuda.
È pericoloso sporgersi dal capitolo.
Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi.
Lasciate l'avverbio dove vorreste trovarlo.
Chi tocca l'apostrofo muore.
Abolito l'articolo, non si accettano reclami.
La persona educata non sputa sul componimento.
Non usare l'esclamativo dopo le 22.
Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
Per gli anacoluti, servirsi del cestino.
Tenere i soggetti al guinzaglio.
Non calpestare le metafore.
I punti di sospensione si pagano a parte.
Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
Per le rime rivolgersi al portiere.
L'uso del dialetto è vietato ai minori dei 16 anni.
È vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
È vietato aprire le parentesi durante la corsa.
Nulla è dovuto al poeta per il recapito.
Bellissimo questo intreccio di divieti burocratico-ufficiali e di consigli per chi scrive. Una pagina raffinata e giocosa questa di Flaiano, che al di là del gioco vuole dirci che lo scrivere è una disciplina che ha regole, codici di comportamento, che vuole non solo libertà ma molte costrizioni (non si può scrivere come si vuole).
Lo scrivere è una prova difficile non soltanto per le cose che si vogliono dire, ma per il percorso sintattico che un testo deve seguire, un percorso pieno di ponti e di rotaie, di giunzioni.
Lo scrivere vuole un progetto, vuole dei mattoni e vuole la malta che leghi i mattoni della costruzione. Uno scritto deve seguire un filo del discorso, non può essere disunito e casuale. "Testo" deriva dal latino texere, nel senso pratico di fare una tela, di "intrecciare".
Ma lo scrivere conosce, per fortuna, accanto a momenti di rigidezza, momenti di elasticità. Soprattutto se intendi scrivere pagine letterarie. C'è un "filo" e un progetto anche per le incoerenze e le fantasie.
"Non si sa mai da dove cominciare e dove finire... - diceva Luigi Malerba (Il serpente, Milano 1965, p. 200)- perché le cose che succedono non succedono con un inizio e una fine, si diramano in tutti i sensi... un mezzo per tenere dietro alle cose che succedono, gli uomini non l'hanno ancora inventato".

martedì 1 gennaio 2008

martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale

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Carissimi Auguri di un sereno Natale a tutti!
Certo, avrei preferito nevicasse, ma respiro lo stesso aria natalizia!

martedì 18 dicembre 2007

Il perchè di un blog

Ciao a tutti Voi che leggerete le idee che lancerò in questo blog.
E' da tempo che cercavo, per vari motivi, un modo per condividere idee, progetti, spunti, critiche, con altre persone.
Mi serviva uno strumento che desse modo di lasciare traccia dei pensieri che da tempo mi ronzano in testa... ho pensato ad un blog.
Lo so, è una moda, forse, ma credo la rete debba e possa essere sfruttata anche per questo.
E poi avevo bisogno di comunicare, sperando di trovare chi condivide gli stessi ideali, bisogni, sentimenti, sogni, speranze su questa Terra.
A tutti Voi che leggerete, pensate che questo sia un tavolo attorno al quale sedersi per discutere di ciò che vorrete.
Spero che raccoglierete lo spunto e lanciate anche voi argomenti di discussione.
Di idee ne avrei parecchie, e mi impegnerò per prima nel confronto.

Besos!